Il 10% di ricondizionato è legge: come adeguare gli acquisti su MePA
Dal 24 maggio 2026 la PA deve acquistare almeno il 10% di dispositivi ricondizionati certificati in ogni categoria. Ecco come adeguare bandi e ordini su MePA senza rischiare il vizio di gara.
Dal 24 maggio 2026 ogni RDO e ogni ordine sul Mercato Elettronico deve fare i conti con una nuova soglia: almeno un dispositivo su dieci, in ciascuna categoria, deve essere ricondizionato certificato. Non è una raccomandazione, è un requisito del bando.
Cosa cambia concretamente nelle tue procedure
Quando prepari una fornitura di PC, monitor, notebook, tablet o smartphone, la quota del 10% va prevista già nei documenti di gara. Il calcolo è sul numero di pezzi, non sul valore economico: su 50 notebook, almeno 5 rigenerati.
- La soglia vale per ogni categoria merceologica, sia in acquisto che in noleggio operativo.
- Se una categoria non regge il 10% per scarsa disponibilità, puoi compensare alzando la quota su un'altra, purché il totale della fornitura resti al 10%.
- I prodotti devono provenire da operatori certificati e rispettare requisiti stringenti su durabilità, riparabilità e gestione delle batterie.
Attenzione: è un requisito tassativo
Inserire le specifiche dei CAM nei bandi non è facoltativo. Secondo la giurisprudenza amministrativa, l'omissione dei criteri costituisce un vizio insanabile della procedura di gara, impugnabile insieme all'aggiudicazione.
Come lo risolvi in pratica
Su MePA la partita si gioca sulla disponibilità reale: serve un fornitore che abbia i ricondizionati certificati già a catalogo, con le specifiche tecniche pronte da allegare. Ti prepariamo la parte ricondizionata della fornitura su misura per il tuo bando, con i codici MePA e le schede da caricare a sistema.
Richiedi una quotazione e ti rispondiamo con i codici e le schede tecniche pronte per la gara.
Incolla i codici che ti servono e ricevi un'offerta formale da allegare alla determina.
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