Monitor per il videoterminale: cosa serve davvero
Chi passa la giornata davanti allo schermo ha diritto a una postazione che rispetti certi requisiti. Quali sono, e cosa guardare in una scheda tecnica.
Il monitor è l'oggetto con cui i vostri colleghi passeranno più ore di qualunque altro. Vale la pena sceglierlo con criterio, e non solo per gentilezza: la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro dedica al lavoro al videoterminale requisiti precisi.
Cosa richiede la postazione
In sintesi: immagine stabile e priva di sfarfallio, caratteri ben definiti, luminosità e contrasto regolabili facilmente dall'operatore, schermo orientabile e inclinabile liberamente, superficie che non produca riflessi fastidiosi.
Sono requisiti banali su un monitor professionale, e non scontati su uno consumer economico — in particolare la regolazione in altezza, che sui modelli più economici semplicemente non c'è.
Cosa guardare nella scheda
- Regolazione in altezza, non solo l'inclinazione. È la differenza fra una postazione corretta e una fila di monitor puntellati con le risme di carta.
- Trattamento antiriflesso: negli uffici con finestre alle spalle è determinante.
- Attacco VESA, se prevedete bracci o supporti.
- Connettori compatibili con i computer che avete: cambiare venti monitor e scoprire che servono venti adattatori è un classico.
La dimensione
Per il lavoro d'ufficio 24 pollici è la misura di riferimento. Sopra i 27, su una scrivania standard si sta troppo vicini e si gira la testa: se serve più spazio di lavoro, meglio due schermi da 24 che uno enorme.
Il dettaglio che salva la fornitura
Verificate prima l'ingombro della base sulle scrivanie esistenti. I monitor con regolazione in altezza hanno basi più profonde, e su scrivanie da 60 centimetri con la tastiera davanti lo spazio finisce.
Incolla i codici che ti servono e ricevi un'offerta formale da allegare alla determina.
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