Scrivanie ad altezza variabile negli uffici pubblici: quando servono davvero
Non sono un lusso e non sono per tutti. Ci sono casi in cui si ripagano e casi in cui restano abbassate per sempre.
Le scrivanie regolabili in altezza sono entrate nei capitolati pubblici negli ultimi anni. In alcuni uffici hanno cambiato il modo di lavorare, in altri sono rimaste alla stessa altezza per tre anni.
Quando hanno senso
- Postazioni condivise: turni diversi, persone di statura diversa. La regolazione si usa davvero, ogni giorno.
- Prescrizioni del medico competente: quando la sorveglianza sanitaria indica la necessità di alternare la postura, la scrivania regolabile è la risposta.
- Front office e sportelli: dove si alterna il lavoro seduti e in piedi, la regolazione è funzionale, non ergonomica.
Quando è una spesa evitabile
Una postazione fissa, usata sempre dalla stessa persona, che non ha prescrizioni particolari: la regolabile costa il doppio e nel 90% dei casi resta ferma. Meglio investire la differenza in una seduta migliore, che si usa otto ore al giorno.
Cosa guardare nella scheda
- Escursione reale in centimetri, non «regolabile» e basta.
- Portata dichiarata, considerando due monitor e non solo il piano vuoto.
- Rumorosità del motore: in un ufficio open space conta.
- Gestione dei cavi: una scrivania che sale con i cavi tesi li strappa.
E il montaggio
Una scrivania elettrica non si monta in dieci minuti e non si sposta da soli. Verificate che l'offerta comprenda montaggio e posizionamento: fa parte della consegna, ma se non è scritto nell'ordine si finisce a discuterne dopo.
Incolla i codici che ti servono e ricevi un'offerta formale da allegare alla determina.
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