Split payment, CIG, fattura elettronica: gli inciampi che bloccano il pagamento
Tre adempimenti che sembrano formalità e che invece fermano una fattura per settimane. Cosa deve tornare, e chi controlla cosa.
La fornitura è arrivata, il collaudo è andato bene, e la fattura resta ferma. Nove volte su dieci il motivo è uno di questi tre.
Lo split payment
Per le cessioni verso la Pubblica Amministrazione l'IVA non viene incassata dal fornitore: la versa direttamente l'ente. È il meccanismo della scissione dei pagamenti previsto dall'articolo 17-ter del DPR 633/72.
In fattura deve comparire l'annotazione corretta e l'imponibile deve restare separato. Una fattura emessa con IVA ordinaria verso un ente soggetto a split payment viene rifiutata: va stornata e riemessa, e nel frattempo il pagamento slitta di un mese.
Il CIG
Il Codice Identificativo di Gara accompagna l'acquisto dall'inizio alla fine, e deve comparire sia sull'ordine sia in fattura. Senza CIG l'ente non può pagare: non è una scelta dell'ufficio ragioneria, è la normativa sulla tracciabilità dei flussi finanziari.
Il consiglio pratico: comunicatelo al fornitore insieme all'ordine, non dopo. Se arriva a fornitura conclusa, la fattura è già stata emessa senza.
La fattura elettronica e il Codice Univoco Ufficio
La fattura viaggia attraverso il Sistema di Interscambio e viene recapitata all'ufficio identificato dal Codice Univoco. Un codice sbagliato manda la fattura all'ufficio sbagliato, o la fa scartare del tutto.
Molti enti hanno più codici, uno per settore. Vale la pena indicare al fornitore quale usare, insieme al CIG e all'eventuale CUP.
La regola che risolve tutto
Mandate al fornitore, in una riga sola: Codice Univoco Ufficio, CIG, eventuale CUP, e l'indicazione se siete soggetti a split payment. Sono quattro dati che evitano il 90% dei rifiuti.
Incolla i codici che ti servono e ricevi un'offerta formale da allegare alla determina.
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